
Ho desiderio di esprimere tutto il dolore e lo sgomento che sento per quello che è successo a Giampilieri e in tutta quella zona del messinese.
Dopo due anni, da quando un simile nubifragio si era abbattuto nello stesso luogo, non è stato risanato niente, anzi Giampilieri non rientrava neanche tra i comuni ad alto rischio idrogeologico.
Un po’ di Giampilieri è nel mio DNA, perché mia nonna paterna era nata lì nel 1893 e lì aveva vissuto fino a quando si sposò con mio nonno che abitava nel siracusano. Non so molto della sua vita da ragazza, ma mi ricordo quando raccontava che in estate faceva il bagno con le sue sorelle, proprio in quelle spiagge devastate da tanta furia che si vedono nelle immagini. Facevano il bagno vestite con camice di lino e mutandoni al ginocchio, come era in uso in quei tempi. E dopo il bagno a turno, con grandi teli bianchi tessuti a mano, approntavano sulla spiaggia delle “cabine mobili” per cambiarsi e rivestirsi di tutto punto. Ancora le immagino così e penso a quanto dovevano essere spensierate. Era quello che passava dalle sue parole nostalgiche.
Raccontava anche della paura del grande terremoto del 1908, del maremoto e dello spostamento d’aria che quasi li aveva risucchiati e di cui raramente si fa menzione, ma che è l’effetto conseguente al maremoto.
Peccato che dopo quel tragico evento non sia rimasto vivo il monito di amare la natura, ma anche di temerla e rispettarla, facendo sì che non si riprenda con violenza quello che gli è stato tolto con ottusità, egoismo e scelleratezza.
L’uomo di solito ha una memoria molto corta, dopo le emergenze tende a dimenticare e rifare gli stessi errori. Non è raro vedere abitazioni costruite sulle spiagge o dentro l’alveo del fiume. E se non bastasse, gli scempi sono aggravati dalla superficialità e dagli interessi economici e speculativi di quanti sono preposti nella messa in sicurezza di questi posti ad altissimo rischio idrogeologico.
A questo proposito vi riporto due commenti presi da “ la Repubblica.it”
1) Ragazzi io sono messinese, e non ho votato Papi, per cui un po’ mi irrito quando vedo frasi generalizzanti del tipo "lo avete votato" ecc... Le responsabilità sono tante per altrettante persone, e vanno da ingegneri, architetti, geometri, amministratori e politici superiori. Ci sarà sempre un cittadino ignorante (ma non per questo giustificabile) a cui verrà la felice idea di costruirsi una villetta-palazzina sul costone della montagna o dentro la fiumara, ma è compito di chi ha "gli studi" quello di dire "sei pazzo, rischi di morire e uccidere altri!". E invece qui (ma non solo...) cosa rispondono? "Non ti preoccupare, parlo con l'amico mio che lavora lì, poi facciamo una sanatoria e via". I terreni NON EDIFICABILI non lo sono per capriccio, ma perché una casa lì sarebbe un pericolo. Ma questo nessuno lo spiega alla gente. Nel frattempo costruiamo il ponte, così risparmi 3 minuti ad attraversare lo stretto e resti 3 ore sulla Messina - Catania perché c'è la frana. Inviato da marghypint il 03 ottobre 2009 alle 16:24
2) Ci risiamo, speciali televisivi e titoloni di giornali racconteranno per settimane del disastro di Messina, da destra a sinistra ci sarà commozione per i morti, si vedranno volti disperati, bambini senza più quei giochi ora schiacciati dai tetti o trascinati a valle dal fango. Si griderà al cambio climatico e non mancherà nemmeno l’indignazione nei confronti di coloro che hanno speculato costruendo in barba alle più elementari norme paesaggistiche; se ne parlerà da Vespa, a Striscia la notizia ed a Zelig ma tutto durerà il tempo giusto, quello determinato della curva degli ascolti, tutto durerà finché l’ennesima barbarie non sarà entrata nel nostro sistema immunitario schermando i nostri occhi e rendendoci ancor più indifferenti e smemorati. Inviato da leledifranco00 il 03 ottobre 2009 alle 15:49
Dopo queste considerazioni il mio pensiero è per le vittime e per quanti hanno perso, oltre gli affetti, anche tutti i sacrifici e il lavoro di una vita, perché è questo che rappresenta una casa, per noi semplice gente.