Ho pensato di costruire un pezzetto di tetto con un comignolo fumante, per raccontare ai miei bimbi la leggenda della Merla, che voleva burlare il rabbioso gennaio.
Ecco la storia come l’avevo preso da Wikipedia
“Questi di fine gennaio, secondo una tradizione popolare, sono i giorni della merla perché ritenuti i più freddi dell’anno. Il nome deriva da una leggenda secondo la quale una merla, con uno splendido candido piumaggio, era regolarmente strapazzata da gennaio, mese freddo e ombroso, che si divertiva ad aspettare che la merla uscisse dal nido in cerca di cibo, per gettare sulla terra freddo e gelo. Stanca delle continue persecuzioni la merla un anno decise di fare provviste sufficienti per un mese, e si rinchiuse nella sua tana, al riparo, per tutto il mese di gennaio, che allora aveva solo 28 giorni. L'ultimo giorno del mese, la merla pensando di aver ingannato il cattivo gennaio, uscì dal nascondiglio e si mise a cantare per sbeffeggiarlo. Gennaio si risentì talmente tanto che chiese in prestito tre giorni a febbraio e si scatenò con bufere di neve, vento, gelo, pioggia. La merla si rifugiò alla chetichella in un camino, e lì restò al riparo per tre giorni. Quando la merla uscì, era sì, salva, ma il suo bel piumaggio si era annerito a causa del fumo e così rimase per sempre con le piume nere.
E come in tutte le leggende si nasconde un fondo di verità……”




La leggenda finisce qui, ma non la mia storia, perchè da un buchino della soffitta è sbucato un topino di nome Candido Ikea.




Ha fatto amicizia con la Merla, non ancora del tutto fuligginata ed ha deciso di passare con lei i 3 giorni più freddi dell’anno!
Il tetto con il comignolo l’ho realizzato con uno scatolone, rivestito da un cartone da imballaggio a ondine (quello che riveste i vasi di ceramica) per creare l’effetto tegole.
La merla invece l’ho realizzata in feltro, con le zampette in velluto. E’ quasi interamente cucita a mano.
Il modello l’ho disegnato io e se vi interessa lo posso pubblicare.
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Se vi è piaciuta la storia e la sua rappresentazione desidero condividere
con voi anche una bella poesia, questa volta dedicata ai piccoli diventati grandi…
Fine di Gennaio come da copione il gran freddo
opacizza i vetri delle finestre e lascia cristalli di neve
appiccicati ai rami stecchiti degli alberi privi di nidi.
Insinuo tutta me stessa e i miei pensieri nella
fuliggine ancora calda del camino.
Qualche favilla di brace crepita ancora lieve.
Nella cappa soffia un
freddo vento di Tramontana
che crea mulinelli e turbinii scuri.
I miei pensieri entrati timidi e tutti bianchi
ad assorbire calore escono in ampie volute
gelidi e assolutamente vestiti di nero
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