Ho fotografato questa ghirlanda al parco, alla luce dorata del mattino.
Lei si è accesa di colori e tonalità incredibilmente calde che fanno innamorare dell’autunno.
Sempre al parco ho fotografato un treppiede che ho fatto con dei rami di faggio raccolti in montagna… mhmm non esattamente nel bosco, ma nella legnaia del ristorante dove avevamo pranzato.
Ma erano talmente belli, dritti, lisci, discretamente macchiettati e tutti della stessa lunghezza che non potevo non approfittare di quell’occasione, e loro quasi a chiamarmi e implorarmi perchè li portassi via salvandoli al loro incandescente destino di legna da ardere per cuocere sulle roventi pietre del camino l’ottima crescia umbra.
Ho dapprima legato i legni con lo spago bianco, ho livellato i piedini, rifilando il legno in eccesso e sopra, come ripiano, ho appoggiato un piatto-vassoio di legno dell’Equosolidale.
Alla fine nelle giunture ho “sparato” la colla a caldo per renderlo più stabile. Incredibile, adesso è talmente stabile che regge anche me.
Ed ecco la ghirlanda appesa sulla parete dell’altro balcone (lato nord, senza sole).
Il giallo ambrato e ramato delle foglie, il rosso delle bacche di rosa canina, corbezzolo e biancospino, i chicchi rubino delle melagrane e l’arancione delle zucche, illuminano e rallegrano il mio angolo di verde molto intenso.
Belle le zucche, inondano il cuore d’allegria!!!!!!!
Questa ghirlanda, diversamente dalla precedente, l’ho realizzata partendo da una base di cartone sopra la quale ho sistemato le pagine della pubblicità dei supermercati appallottolate strette e fissate con il nastro adesivo.
Infine l’ho ricoperta, anche se non c’è la foto, con carta riso color giallino.














