Elegante spacciatrice di gioioso ossigeno cerca complice per seminare colore, libertà e tenerezza...

venerdì 8 maggio 2009

Pizza di formaggio: dalla tradizione marchigiana con un segreto in più, il mio

Nelle Marche, soprattutto nel territorio dei castelli di Jesi e del verdicchio, in primavera non c'è casa e non c'è forno che non prepari la pizza di formaggio.
Io, alla ricetta tradizionale ho sostituito lo strutto con lo yogurt bianco naturale.
Con lo yogurt, infatti la pizza risulta più morbida, meno unta e ugualmente saporita. E' una pizza straordinaria che si può mangiare da sola o accompagnata da salumi e con un buon bicchiere di vino. Io trovo eccezionale la Lacrima di Morro d'Alba, un vino rosso corposo, profumato e intenso, con accenni di frutti di bosco. Ottimo connubio per le scampagnate fuori porta.
Provare per credere!



Ecco la ricetta:


INGREDIENTI
  • mezzo chilo di farina di cui 250 manitoba e 250 di grano tenero
  • 1 vasetto di yogurt bianco naturale
  • 1 vasetto scarso (il contenitore dello yogurt) di olio di semi o di oliva non troppo fruttato
  • 2 uova intere
  • 150 grammi di parmigiano grattugiato
  • 150 grammi di formaggio tagliato a cubetti: asiago o caciotta o, chi preferisce un gusto più deciso, pecorino degli Appennini
  • 20 grammi di lievito di birra
  • sale
  • erbe aromatiche sbriciolate

    Impastare 250 grammi di farina con lo yogurt, un uovo, l'olio, il sale e il lievito. Lavorare, formare un palla e lasciar lievitare per almeno un'ora in un luogo caldo. Aggiungere l'altro uovo, il resto della farina, il formaggio e lasciare di nuovo lievitare per almeno un'altra ora o per il tempo necessario perché l'impasto raddoppi. Dopodiché si possono formare delle palline di circa 120 grammi ciascuna con un cubotto di formaggio e metterle nei contenitori d'alluminio per budino o spianare l'impasto su una teglia rettangolare o meglio per plum cake Solo quando avrà riacquistato la lievitazione originale si potranno infornare a 180 - 190 gradi per circa 40 minuti.

    CONSIGLI: In tutte le pizze tradizionali viene usato tanto pepe nero, io non l'ho metto ma lo sostituisco con le erbe aromatiche sbriciolate fresche o essiccate come timo, maggiorana, santoreggia.... Se si ha pazienza si può prolungare la lievitazione: si avranno risultati migliori.



    martedì 5 maggio 2009

    Una collana color del mare

    Il filo che ho utilizzato per realizzare questi fiori è una viscosa lucida, molto scivolosa, non è stato facile lavorarla. Poi per me che non so tricottare è stata un’impresa.
    Notate che i fiori sono tutti diversi!
    Certo non per fantasia, ma perché non riesco a farne due uguali.
    Non so contare le maglie e nemmeno se si chiamano così...
    Li ho uniti a due a due perché il dietro è inguardabile con i penzoloni dei fili, così se si girano… (e si girano), poco male sono double face!
    Sia per la collana che per il braccialetto ho usato la stoffa di un vecchio jeans.
    Infine alcuni fiori hanno al centro dei cristalli di lampadario, mentre gli altri sono di ….plastica

    Questa è una spiaggia di Lipari, sullo sfondo l' isola di Salina e di Stromboli

    e questa è la collana colore del mare





















    Il bracciale







    sabato 2 maggio 2009

    Maglietta fiorita

    Dopo qualche giorno di assenza per emicranie ricorrenti e deprimenti, eccomi di nuovo qui con una proposta decisamente primaverile.
    Fiorellini blu viola e prugna, ottenuti unendo rimanenze di fimo blu e rosso vivo in percentuali variabili, si sono disposti ordinatamente e allegramente intorno alla scollatura di una impersonale maglietta navy e tutti insieme si sono promessi eterno amore.
    Eterno forse no, ma duraturo e sicuro sì, perché ho incollato questi deliziosi fiorellini con l'attak.
    Il fissaggio è forte ed è a prova di amorevoli lavaggi a mano e soprattutto a prova di figlia argento vivo!!!!







    In questi giorni Federica mi ha pubblicato nella colonna qui a fianco dei disegni che avevo fatto qualche giorno fa, tra un widget e un altro.
    Mi piacerebbe conoscere quello che vi piace di più (non si vince niente).



    martedì 21 aprile 2009

    Una composizione natural chic per le succulente

    Come sapete non dispongo di un giardino e le piante che ho sui balconi stanno prendendo spudoratamente il sopravvento. A casa mia la natura avanza inesorabilmente....
    Così dopo aver occupato doviziosamente ogni centimetro disponibile ho iniziato a realizzare i giardini in verticale.
    Ho utilizzato dei rami raccolti sulla spiaggia sotto casa (dopo le mareggiate se ne trovano sempre tanti) e assemblandoli con colla a caldo e spago ho formato una struttura lineare, leggera, forte e stabile.
    Le piantine le ho infilate nei vasetti di vetro dello yogurt, badando di mettere sul fondo uno strato di ghiaia o meglio di argilla espansa, dato che le succulente soffrono terribilmente il ristagno d’acqua.
    Ho attorcigliato i vasetti con un fil di ferro e li ho appesi ai rami orizzontali.
    Annaffio le piante regolarmente con il getto unico del vaporizzatore.
    Questo mini giardino verticale prende davvero poco spazio, rallegra una parete vuota e, anche se modesto, dà le sue belle soddisfazioni.


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