Elegante spacciatrice di gioioso ossigeno cerca complice per seminare colore, libertà e tenerezza...
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giovedì 22 settembre 2011

Cuori come reggi fragole

Con questo post di giardinaggio fuori stagione (come me del resto), partecipo al concorso che ha ideato Mirco del blog “l’orto di Michelle

Questo lavoro l’ho realizzato a maggio quando ho piantato delle fragole, una qualità tardiva che fa frutti fino a giugno inoltrato.

reggi fragole-1

Ho cercato di dare un tocco di colore edule ad un vaso che già ospita un alberello di chinotto e delle piantine di rucola selvatica perenne, decisamente esuberanti.

reggi fragole

L’idea è nata dalla necessità di “evidenziare” questi gustosi frutti rossi altrimenti  prostrati e quindi nascosti dall’abbondante vegetazione della rucola.

reggi fragole-2

Così ho preparato dei cuori di das realizzati semplicemente con i coppa pasta per i biscotti, li ho colorati con gli uni posca e incollati sugli stecchini per gli spiedini e su questi ho appoggiato  i rametti con le fragole a far bella mostra di sé

reggi fragole-3

Adesso le fragole non ci sono più, ma i cuori fanno comunque una bella ed allegra macchia di colore fra la rucola che nel frattempo è arrivata a coprire il chinotto.

reggi fragole-4       reggi fragole-5

 

Infine vi mostro alcuni disegni inseriti in un progetto di educazione ambientale eseguiti dai miei bambini di 5 anni  alla fine della realizzazione di un orto (Il giardino dei sapori) e di un’area adibita alle aromatiche (Il giardino dei profumi)

Quello dell’orto a scuola è un’esperienza educativamente straordinaria, che offre all’insegnante un mezzo unico per coinvolgere i bambini attivamente in una pratica manuale che arricchisce in sensibilità, costanza, pazienza, equilibrio e serenità.

albero2 003     albero 005

la semina  e la storia della principessa Mentina

albero 004     albero 009

La raccolta delle foglie delle aromatiche                    Le piccole piante crescono

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La raccolta delle fragole e dei pomodori sull’albero(?)    

Un grosso abbraccio e a prestissimo

Rosi



domenica 11 settembre 2011

Sempre nel mio cuore

Back-to-school

Oggi è stato l’ultimo giorno di vacanza, sebbene è dal 2 settembre che sono in servizio, occupata da programmazione e riunioni, ma da domani si riparte con i bambini e sono emozionata, ma anche un po’ tesa.

Inizio un altro ciclo con 28 bimbetti di 3 anni piccini piccini...

Il mio cuore però è con gli altri 27, che domani inizieranno la prima elementare e si porteranno insieme ai quaderni lindi e profumati un po’ di me, delle mie passioni, del mio amore, del mio imprinting.

Sono orgogliosa di loro, dei loro traguardi e delle loro conquiste.

Vi abbraccio tutti ragazzini miei, tutti uno a uno, sicura che i vostri passi vi porteranno lontano.

Non arrendetevi mai, fatevi valere e tirate fuori il meglio che è in voi.

Vi voglio bene, la mastra Rosi.



martedì 25 gennaio 2011

Dedicato ai piccoli: i giorni della Merla


Ho pensato di costruire un pezzetto di tetto con un comignolo fumante, per raccontare ai miei bimbi la leggenda della Merla, che voleva burlare il rabbioso gennaio.

Ecco la storia come l’avevo preso da Wikipedia

Questi di fine gennaio, secondo una tradizione popolare, sono i giorni della merla perché ritenuti i più freddi dell’anno. Il nome deriva da una leggenda secondo la quale una merla, con uno splendido candido piumaggio, era regolarmente strapazzata da gennaio, mese freddo e ombroso, che si divertiva ad aspettare che la merla uscisse dal nido in cerca di cibo, per gettare sulla terra freddo e gelo. Stanca delle continue persecuzioni la merla un anno decise di fare provviste sufficienti per un mese, e si rinchiuse nella sua tana, al riparo, per tutto il mese di gennaio, che allora aveva solo 28 giorni. L'ultimo giorno del mese, la merla pensando di aver ingannato il cattivo gennaio, uscì dal nascondiglio e si mise a cantare per sbeffeggiarlo. Gennaio si risentì talmente tanto che chiese in prestito tre giorni a febbraio e si scatenò con bufere di neve, vento, gelo, pioggia. La merla si rifugiò alla chetichella in un camino, e lì restò al riparo per tre giorni. Quando la merla uscì, era sì, salva, ma il suo bel piumaggio si era annerito a causa del fumo e così rimase per sempre con le piume nere.

E come in tutte le leggende si nasconde un fondo di verità……”

I GIORNI DELLA MERLA

I GIORNI DELLA MERLA-1

I GIORNI DELLA MERLA-2

 

I GIORNI DELLA MERLA-3  I GIORNI DELLA MERLA-5

La leggenda finisce qui, ma non la mia storia, perchè da un buchino della soffitta è sbucato un topino di nome Candido Ikea.

I GIORNI DELLA MERLA-4  I GIORNI DELLA MERLA-6

I GIORNI DELLA MERLA-7  I GIORNI DELLA MERLA-8

I GIORNI DELLA MERLA-9  I GIORNI DELLA MERLA-10

I GIORNI DELLA MERLA-11   I GIORNI DELLA MERLA-13

Ha fatto amicizia con la Merla, non ancora del tutto fuligginata ed ha deciso di passare con lei i 3 giorni più freddi dell’anno!

Il tetto con il comignolo l’ho realizzato con uno scatolone, rivestito da un cartone da imballaggio a ondine (quello che riveste i vasi di ceramica)  per creare l’effetto tegole.
La merla invece l’ho realizzata in feltro, con le zampette in velluto. E’ quasi interamente cucita a mano.
Il modello l’ho disegnato io e se vi interessa lo posso pubblicare.

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Se vi è piaciuta la storia e la sua rappresentazione desidero condividere
con voi anche una bella poesia, questa volta dedicata ai piccoli diventati grandi…

Fine di Gennaio come da copione il gran freddo
opacizza i vetri delle finestre e lascia cristalli di neve

appiccicati ai rami stecchiti degli alberi privi di nidi.
Insinuo tutta me stessa e i miei pensieri nella

fuliggine ancora calda
  del camino.
Qualche favilla di brace crepita ancora lieve.
Nella cappa soffia un
freddo vento di Tramontana
che crea mulinelli e
 
turbinii scuri.
I miei pensieri entrati timidi e tutti bianchi
ad assorbire calore escono in ampie volute
gelidi e assolutamente vestiti di nero

http://annamariaobadon.scrivere.info/



domenica 21 novembre 2010

Ti racconto una storia

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Il Bruco figlio della farfalla Melania


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Melania , una bellissima farfalla azzurra, volava in primavera cercando il posto più adatto per deporre le sue uova, finalmente trovò un melo in fiore e fra tutti scelse quello più grande e più bello.


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Il melo in autunno maturò tante mele rosse e rotonde e nonno Adelmo chiamò i nipotini Titina e Gerardo perché andassero a raccoglierle.
"Attenzione bimbi staccatele con cura e ponetele con delicatezza nel cestino”.
I bimbi con l’inseparabile cagnolino Bellocchio andarono contenti nel giardino e mentre Titina saliva sull’albero, Gerardo aspettava col cestino in mano. “Titina guarda quella mela lassù, è la più grande e più bella di tutte!”.

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Non appena la bimba staccò la mela dal picciolo si udì una vocina: “ Non avrete mica intenzione di mangiare la mela?  Io sono nato qui dentro da un bell’ovino della mia mamma, la farfalla Melania. Volete forse farmi morire?

I bimbi, un po’ impauriti per la mela parlante e un po’ sorpresi, deposero con cura la grossa mela sull’erba tenera del prato e se ne andarono con soli quattro frutti nel cestino.
Ogni giorno i due fratellini andavano a fare visita al piccolo bruco che per la verità mangiava con grande appetito crescendo a vista d’occhio.
Mangiò tutta la sua mela e tutte quelle che ogni giorno Titina e Gerardo gli portavano diventando così grossissimo.

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Qualcuno, passando di lì lo vide e correndo per le strade disse a tutto il paese che nel frutteto di nonno Adelmo c’era un mostro gigantesco, forse un fantasma, forse un extraterrestre che di notte seminava il terrore. 
In effetti il bruco verde, trasparente, fosforescente era così grosso che nessuno avrebbe creduto che fosse solo un bruco perchè di così grandi non se ne erano mai visti. 
“Lo ammazzeremo prima che lui ammazzi noi” gridavano gli uomini del paese. 
Titina e Gerardo corsero dal loro amico bruco per
avvertirlo del pericolo e farlo scappare…ma come fare??

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Quando ecco la soluzione: se il bruco fosse diventato farfalla avrebbe potuto volare via sano e salvo. I due bimbi pregarono: “Buon Dio che hai creato  a natura così  bella fai che il bruco diventi farfalla”. Il bruco intanto si stava chiudendo nel suo bozzolo .

Come non ascoltare la preghiera di due bimbi? 
Con un soffio di vento Zeffirino il buon Dio trasformò in un istante il bruco nell’involucro e ne uscì una farfallona con le ali stropicciate, azzurre e d’oro.

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Quella notte arrivarono i giustizieri con zappe, fucili e frecce nel giardino di nonno Adelmo; ma il bruco extraterrestre non c’era più. 
Solo una farfalla  gigante volava sui rami e i paesani scapparono per vederla, la scambiarono per l’astronave del bruco extraterrestre.
Solo Titina e Gerardo se la ridevano felici!

Storia tratta da Scuola Materna settembre 1986

 

Questa è la storia che abbiamo raccontato e che i bimbi hanno rappresentato graficamente in sequenze e infine drammatizzato  per completare con la fantasia l’esperienza di educazione ambientale del ciclo vitale delle farfalle.

Ringrazio  i miei bambini  per questi bellissimi disegni, dispiaciuta per non averli potuti pubblicare tutti

Ciao Rosi



mercoledì 17 novembre 2010

L’allevatrice di farfalle

Io, per la gioia di tutti gli agricoltori, ho sempre allevato farfalle, ogni qual volta ho trovato delle uova o dei bruchi.

Lo facevo da bambina,  l’ho fatto quando le mie figlie erano piccole e ora ho il piacere di farlo con i miei bambini a scuola!!!
Credo profondamente nell’importanza delle esperienze vive, naturalmente quando queste sono possibili e realizzabili, come quella di prendersi cura delle uova trovate per caso sotto le foglie del cavolo dell’orto della scuola e seguire passo passo, giorno dopo giorno ogni cambiamento di queste creaturine pelosine fino alla meravigliosa esperienza della nascita delle farfalle.

Questa esperienza ha portato i bambini a stretto contatto con questi piccoli esserini, che essendo stati rinchiusi dentro una grande scatola areata, hanno avuto bisogno di tante cure amorevoli  e costanti.
I bambini si sono dimostrati sempre attenti ed affidabili ed hanno coinvolto nonni e genitori nell’approvvigionamento della pappa per bruchi!!

Allevamento farfalle-1Allevamento farfalle-2  

ecco come apparivano dietro il vetro della lente d’ingrandimento le uova al momento della schiusa.

Allevamento farfalleAllevamento farfalle-3

a sinistra i primi bruchetti a destra le uova di un’altra covata

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bruchi a 5 e 6 giorni

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bruchi  a 12 giorni

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primi impupamenti

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Una magnifica crisalide con accanto la pelle del bruco accartocciata

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A destra la crisalide vuota

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Ed ecco Eva, la  farfalla cavolaia, la prima di una lunga serie

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Eva sul mio dito che non si decideva a spiccare il volo

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E’ fondamentale trasmettere ai bimbi l’amore per la natura nella sua interezza.

Amarla è conoscerla, osservarla, rispettarla e, quando occorre, temerla!

Amare la natura significa amare ogni forma di vita, incominciando a non avere ripugnanza per piccoli animali che fanno parte di un ecosistema perfetto; non la si ama solo perchè abbiamo in casa un cane o un gatto,  trattandolo come un principino.

Il vero amore è un amore generalizzato che si concretizza con l’acquisizione di una profonda sensibilità verso questo pianeta, che ci permette di vivere e che noi invece strapazziamo con molta negligenza!

Amare la natura in ultima sintesi  è avere amore e rispetto per sè stessi e per le generazioni che verranno.

Allevamento farfalle-18 Domani vi mostrerò alcuni disegni  dei bimbi e il racconto che ha accompagnato questa incredibile esperienza non ancora conclusa.



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